Un giardino abbandonato

 حَديقة درعة  (hadiqa dràa) “Giardino della Dràa” – è con questo nome che tutta M’Hamid conosce un terreno sulla riva sinistra dell’ouadi, in abbandono da vent’anni, le palme allo stremo per la siccità e il lato sud ormai colonizzato da dune di sabbia bionda, già alte oltre un metro. Nel suo passato è scritto un pezzo di storia del Marocco non proprio felice. In epoca coloniale, tra il 1936 ed il 1955, esso fu un angolo di paradiso – con tanto di piscina – per i soldati francesi e un duro campo di lavoro per i prigionieri di guerra, ma anche per gli oppositori politici interni. Non solo, a sottolineare il diritto degli occupanti europei su questa terra non loro, vi era l’obbligo – per le genti del villaggio e delle kasbah – di fornire gratuitamente quattro manovali ogni giorno per la manutenzione e la cura delle coltivazioni e delle strutture. E’ qui che Said Zarrouk ha deciso di avviare un micro progetto di recupero del palmeto, di ripristino delle coltivazioni tradizionali e di freno all’avanzata della desertificazione.

è necessario intervenire spianando il terreno per salvare le palme dall'abbraccio mortale delle nuove dune che si formano intorno ai tronchi

è necessario intervenire spianando il terreno per salvare le palme dall’abbraccio mortale delle nuove dune che si formano intorno ai tronchi

Un esempio – questa è la speranza di Said – che potrà essere imitato da altri se saprà dimostrare che la decadenza e l’inaridimento non sono inevitabili, ma che sulla Dràa – pur deprivata delle sue acque dai grandi invasi – si può ancora coltivare e vivere con dignità, senza soccombere alla violenza dei mutamenti ambientali prodotti dalla civiltà dell’urbanesimo. Il luogo in sé ha un valore simbolico forte: rappresenta voglia di riscatto e di libertà. L’avventura è cominciata a febbraio, col completamento di un pozzo profondo 30 metri, realizzato con l’intervento di una escavatrice meccanica, dopo che il tentativo di ripristinare l’antico pozzo a bilanciere era andato a vuoto a causa del forte abbassamento della falda acquifera.

a fine febbraio inizia il lavoro dell'escavatrice

a fine febbraio inizia il lavoro dell’escavatrice

E’ seguito l’intervento del trattore per spianare la sabbia accumulatasi in tanti anni di abbandono e poi un faticoso lavoro di potatura e irrigazione delle 110 palme da datteri ancora vitali.

بِسْمِاُللَّة (bismillah) è la prima parola del Corano e l’augurio del buon inizio: del pranzo, del viaggio, della nuova pianta messa a dimora, del seme posato nella terra per far germogliare un’idea antica e sempre nuova!

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