Signori nomadi della carovana, vi saluto con il vento…

di Elisabetta Ferracci camminatrice ed erborista

di Elisabetta Ferracci camminatrice ed erborista

Il saluto di Elisabetta ai camminanti del Capodanno nel Sahara con le carovane berbere:
Un saluto a tutti voi, con l’augurio che ogni giorno, ognuno di noi impari a ricevere ciò che il giorno porta:
Bianca ti saluto con la galaga, il fiore delle madri, perchè da te riceviamo l’abbraccio del latte e lo stimolo della sculacciata,
Paola ti saluto con la gramigna, la pianta che non si estirpa mai, perchè da te riceviamo la forza e la verità dell’atto che vanifica ogni dire,
Davide, ti saluto con lo spaccasassi, la pianta che rompe muri e pietre, perchè da te riceviamola la capacità di apprezzare l’anima e la vita di ciò che un’anima non sembra possedere,
Marco (Genova), ti saluto con il cactus, perchè da te riceviamo la capacità di eslpodere tutto ciò che non va in una breve fioritura, liberandocene disperdendo il polline, per ripartire rinnovati,
Michele, ti saluto con il biancospino, la pianta del cuore, perchè da te riceviamo l’equilibrio tra la mente e le gambe, trovando la giusta misura,
Marco (Milano), ti saluto con l’arancio, la pianta che offre tutto di sè in ogni stagione, perchè da te riceviamo il modo sano di aiutare l’altro, cioè quello che non ti prosciuga,
Paolo, ti saluto con la calendula, la pianta che fa tornare il sorriso ai bambini, perchè da te riceviamo la gioia del gioco e la giovinezza del vivere,
Sonia, ti saluto con l’Elicriso, il fiore che fa belli gli occhi, perchè da te riceviamo la sincerità e la nitidezza dello sguardo,
Flò, ti saluto con l’alga, una delle prime creature del pianeta terra, perchè da te riceviamo il coraggio di salire allo scoperto, pur restando radicato nel fondo marino,
Giacinto, ti saluto con l’erisimo, il fiore che lenisce le corde vocali, perchè da te riceviamo l’arte del cantastorie, che narra racconti, fermando tempo, luoghi e spazi in un momento raro e prezioso, quello dell’ascolto senza vizi,
Fortunato, ti saluto con la rosa canina, la bacca che mantiene la giovinezza, perchè da te riceviamo la bellezza, sensibilità e sobrietà della gioventù senza macchia,
Sabrina, ti saluto con il salice, la pianta flessuosa, perchè da te riceviamo l’arte dell’intreccio, che mette ordine sulle e nelle teste,
Susanna, ti saluto con la mandorla amara, la polvere antica della bellezza, perchè da te riceviamo l’eleganza e la raffinatezza del gesto e della parola, insegnandoci che può esistere a prescindere dal contesto,
Renè, ti saluto con l’olivo, la pianta della pace, perchè da te riceviamo la stretta di mano e la quiete del silenzio,
Dromedari, vi saluto con la tamarice, la pianta che vi piace tanto, perchè da voi riceviamo la capacità di caricarci dei nostri bagagli personali, ed in tal modo imparare a lasciare ciò che non serve più,
Signori nomadi della carovana, vi saluto con il vento, perchè da voi riceviamo la capacità di dimorare nel cammino,
Said, ti saluto con il ginepro, la pianta pionere per eccellenza, perchè da te riceviamo la forza per orientarci, aprire varchi e vivere nei nostri deserti interiori,
Marina, ti saluto con la saponaria, la pianta che annulla le tensioni superficiali tra sostanze che per natura non si mescolerebbero, perchè da te riceviamo la capacità di miscelarci agli altri vicini, e contaminarci con l’altro lontano,
Deserto, ti saluto con il germe, che è l’essenza del seme, perchè tu ci insegni la frugalità della forma, spingendoci a guardare ciò che non si vede, nel sommerso, per trovare essenza e stabilità,
(aggiungo la pianta individuata da Marina il penultimo giorno sulle ex sponde del Draa, piccola con un fiore giallo, tra la sabbia 🙂 Elisabetta, ti saluto con l’artemisia…(ndM.in arabo shiina, ovvero l’assenzio, che i nomadi aggiungono al tè, una pianta che favorisce i sogni e le visioni notturne)
Grazie, ciao a tutti voi!
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