Un pozzo rinnovabile e il primo raccolto di datteri

nel Giardino della Dràa una pompa a energia solare ha sostituito il vecchio motore a scoppio

nel Giardino della Dràa una pompa a energia solare ha sostituito il vecchio motore a scoppio

Riprendiamo – dopo la lunga pausa estiva, durante la quale le attività agricole si arrestano a causa delle condizioni climatiche – a seguire gli sviluppi dell’esperienza del Giardino della Dràa.  Nel mese di ottobre le palme hanno dato i loro primi frutti: un raccolto ancora quantitativamente modesto ma di eccellente qualità, come hanno potuto constatare i partecipanti al cammino “Nel deserto del Sahara, dune , palmeti e incisioni rupestri”. Altri assaggi saranno offerti nei prossimi viaggi in Marocco della Compagnia dei Cammini. L’obiettivo è arrivare a una produzione che consenta, già dal 2015,  l’avvio della commercializzazione dei datteri.

palme, frumento, erba medica

palme, frumento, erba medica

Un significativo passo avanti nella sostenibilità del progetto è stato ottenuto con l’installazione di una pompa a energia solare che sostituisce il vecchio motore a scoppio. La luce ha preso il posto del gasolio e le palme ringraziano Egidia, camminatrice aostana e loro grande amica, alla cui generosità il Giardino deve l’avvenuto passaggio ad una fonte di energia pulita e rinnovabile.

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Due giorni di prevenzione, cure e farmaci gratuiti

Le donne berbere e saharawi coi loro bambini sono state le prime ad affollare, di buon’ora, il cortile dell’ambulatorio di M’hamid, dove per due giorni hanno potuto ottenere gratuitamente diagnosi, terapie e farmaci cui normalmente non possono accedere perché qui non esiste uno stato sociale in grado di garantire l’assistenza sanitaria ai meno abbienti. Il 17 e 18 aprile l’Associazione Sidi Naji per la cultura e lo sviluppo ha infatti promosso un’iniziativa a scopo benefico. Con la DSCN1405volontà di sottolineare il valore di un diritto alla salute e al benessere diffuso anche fra gli strati più deboli della popolazione. Un’adesione così numerosa non era affatto scontata, spesso chiusura e diffidenza sono ostacoli molto forti. Invece queste donne hanno dimostrato grande consapevolezza e messo in evidenza che la salute è un bisogno essenziale e attende risposte concrete.DSCN1501Tutte le richieste di cura sono state accolte dai medici che per due giorni non hanno avuto respiro, ma c’è stata un’attenzione particolare per la prevenzione delle malattie dell’apparato genitale femminile e per la circoncisione dei bambini effettuata con criteri chirurgici moderni.  Un’idea ormai universalmente condivisa, ma non alla portata di tutti. DSCN1511Dopo le visite sono stati dispensati farmaci per le principali necessità terapeutiche che spesso hanno a che fare con infezioni da germi oggi considerate banali, ma che possono creare seri problemi in assenza di cure adeguate. DSCN1410 - CopiaE’ importante che iniziative di questo tipo si ripetano ed è importante che l’ambulatorio di M’hamid diventi un punto di riferimento permanente anche per chi non dispone di una copertura mutualistica e non può pagare visite e specialità medicinali.DSCN1418 Grazie a chi si prodiga per questo!

 

Il meeting della Tribù Sidi Naji a M’hamid

 

Il 15-16-17 aprile 2014 a M’hamid el Ghizlane si terrà un incontro fra delegazioni della Tribù Sidi Naji di Marocco, Mali, Mauritania, Libia e Burkina Faso. L’iniziativa – che prevede eventi culturali, dibattiti pubblici e iniziative di promozione, tutela e prevenzione socio-sanitaria gratuiti a favore della popolazione del villaggio – è organizzata dalla “Associazione culturale e di sviluppo Sidi Naji” che opera dal 1° ottobre 2002 allo scopo di (dallo Statuto associativo):

  •       incentivare lo spirito di collaborazione e di solidarietà tra i membri dell’associazione stessa e gli abitanti del luogo
  •       valorizzare le peculiarità tradizionali e monumentali per contribuire allo sviluppo dell’area
  •       sensibilizzare ai temi del contesto ambientale come la lotta alla desertificazione e all’inquinamento e la salvaguardia della fauna locale
  •       promuovere l’interesse per il contesto sociale, per la lotta all’analfabetismo, per i problemi della famiglia in generale, di coloro che versano in particolari condizioni di bisogno e dei carovanieri della zona
  •       contribuire alla rinascita ed alla riqualificazione delle celebrazioni per la ricorrenza di “Alwali Assalih Sidi Naji”
  •       diffondere la cultura dell’educazione ambientale e della salute
  •       organizzare viaggi, campeggi, opere teatrali; promuovere festival, sfide culturali e corse sportive
  •       adoperarsi per la creazione di progetti di sviluppo a favore di gruppi attivi, inattivi, sfruttati e a basso tenore di vita
  •       sensibilizzare, all’interno delle manifestazioni locali, alla partecipazione e alla solidarietà, con l’intento di redigere un quadro di previsione per uno sviluppo continuo
  •       collaborare con le Associazioni e le Organizzazioni nazionali ed internazionali che si propongono gli stessi obiettivi

Di prossima realizzazione: è in fase di avvio il progetto per la costruzione di un pozzo comune a scopo irriguo per il rilancio di piccole attività agricole locali in un quadro di azioni virtuose, concretamente rivolte a contrastare la progressiva desertificazione del territorio.

Come sostenere l’Associazione:

  •       mettendo a disposizione le proprie competenze se utili alla realizzazione degli obiettivi
  •       con iniziative di fundraising
  •       con contributi (generici oppure finalizzati a specifici progetti) sul c/c bancario intestato: ASS SIDI NAJI : CULT DEVLOP  Crédit Agricole Maroc  Rib n° IBAN 225565008008495651010646  Code SWIFT  CNCAMAMR

Contatti per  info e documentazione:  in Italia: belpastore3@yahoo.it, in Marocco: saidza2000@yahoo.fr

Capodanno 2014 - con la Compagnia dei Cammini al Marabutto Sidi Naji

Capodanno 2014 – con la Compagnia dei Cammini al Marabutto Sidi Naji

Il giardino rinasce

nuove semine

A un anno di distanza molte cose sono cambiate, nel giardino della Dràa: il lavoro da fare è ancora tanto, ma ci sono già nuovi colori, nuova vita e soprattutto splendidi amici a condividere la gioia di veder germogliare i semi e di porre a dimora i nuovi alberelli!

Il pozzo continua a dare buona acqua e la sua pompa lavora anche per gli orti DSCN1078vicini. Così, mentre le palme riprendono vigore, i primi ortaggi e legumi entrano nella tajine e anche grano e foraggio crescono rigogliosi. Le prime a cogliere con gioia la novità sono state le rondini, tornate a volteggiare a volo radente per cacciare gli insetti sui campi irrigati.

Ma il giardino è visitato assiduamente anche da ballerine gialle, monachelle, passeri, farfalle di grande effetto cromatico, libellule e piccoli roditori.

Col nuovo anno, è arrivata Dada: la fennec mascotte dei cammini nel deserto che da Reggio Emilia è giunta fin qui con Massimo Montanari ed Eugenia Dell’Aglio e ha piantato olivi, fichi, melograni, mandorli…con loro e col sindaco Ibrahim, Said, Omar e Rashid. Ci sono venuti a trovare anche Luca Gianotti e Fabiana Mapelli col piccolo Giacomo, insomma tante guide e poi ancora tanti viaggiatori della Compagnia dei Cammini. DSCN1081Il giardino aspetta a braccia aperte gli amici desiderosi di visitarlo e di affidargli nuove piante da crescere e accudire…intanto, grazie alla solidarietà, all’entusiasmo che cresce ed alle prospettive di collaborazione con  la locale Association Sidi Naji pour la culture et le développement” le opportunità di ampliare il progetto si fanno ogni giorno più concrete.

Un giardino abbandonato

 حَديقة درعة  (hadiqa dràa) “Giardino della Dràa” – è con questo nome che tutta M’Hamid conosce un terreno sulla riva sinistra dell’ouadi, in abbandono da vent’anni, le palme allo stremo per la siccità e il lato sud ormai colonizzato da dune di sabbia bionda, già alte oltre un metro. Nel suo passato è scritto un pezzo di storia del Marocco non proprio felice. In epoca coloniale, tra il 1936 ed il 1955, esso fu un angolo di paradiso – con tanto di piscina – per i soldati francesi e un duro campo di lavoro per i prigionieri di guerra, ma anche per gli oppositori politici interni. Non solo, a sottolineare il diritto degli occupanti europei su questa terra non loro, vi era l’obbligo – per le genti del villaggio e delle kasbah – di fornire gratuitamente quattro manovali ogni giorno per la manutenzione e la cura delle coltivazioni e delle strutture. E’ qui che Said Zarrouk ha deciso di avviare un micro progetto di recupero del palmeto, di ripristino delle coltivazioni tradizionali e di freno all’avanzata della desertificazione.

è necessario intervenire spianando il terreno per salvare le palme dall'abbraccio mortale delle nuove dune che si formano intorno ai tronchi

è necessario intervenire spianando il terreno per salvare le palme dall’abbraccio mortale delle nuove dune che si formano intorno ai tronchi

Un esempio – questa è la speranza di Said – che potrà essere imitato da altri se saprà dimostrare che la decadenza e l’inaridimento non sono inevitabili, ma che sulla Dràa – pur deprivata delle sue acque dai grandi invasi – si può ancora coltivare e vivere con dignità, senza soccombere alla violenza dei mutamenti ambientali prodotti dalla civiltà dell’urbanesimo. Il luogo in sé ha un valore simbolico forte: rappresenta voglia di riscatto e di libertà. L’avventura è cominciata a febbraio, col completamento di un pozzo profondo 30 metri, realizzato con l’intervento di una escavatrice meccanica, dopo che il tentativo di ripristinare l’antico pozzo a bilanciere era andato a vuoto a causa del forte abbassamento della falda acquifera.

a fine febbraio inizia il lavoro dell'escavatrice

a fine febbraio inizia il lavoro dell’escavatrice

E’ seguito l’intervento del trattore per spianare la sabbia accumulatasi in tanti anni di abbandono e poi un faticoso lavoro di potatura e irrigazione delle 110 palme da datteri ancora vitali.

بِسْمِاُللَّة (bismillah) è la prima parola del Corano e l’augurio del buon inizio: del pranzo, del viaggio, della nuova pianta messa a dimora, del seme posato nella terra per far germogliare un’idea antica e sempre nuova!